La psicologia dello sport dedicata alle donne

La psicologia dello sport finalizzata all’universo femminile, per esaltare la specificità (e non rincorrere la parità).

La parificazione delle donne sui campi di gara, alla stregua del genere opposto, come in molti campi della vita sociale è una strada che non si è ancora totalmente percorsa. Proprio nel campo dello sport, la preclusione delle donne è una barriera abbattuta solo recentemente: se agli antichi greci si deve il merito di aver acceso la prima fiaccola olimpica, a loro si deve l’acquisizione di questo stereotipo, tanto che i primi atleti dovevano gareggiare nudi, per dimostrare la loro virilità.
Tuttavia, secondo molti sociologi, l’arma vincente del movimento di parificazione è non tanto il tentativo di un disconoscimento delle differenze, ma al contrario il riconoscimento delle differenze di genere, che porta uomini e donne ad accedere a qualsiasi attività non in forma preclusiva, ma in relazione alle proprie caratteristiche.
In altri termini la visione limitativa dell’accesso delle donne allo sport va ribaltata secondo una visione che tiene conto di dimensioni non di inferiorità (i differenti tratti di personalità in determinate situazioni possono apparire come un vantaggio o uno svantaggio indipendentemente dal genere) ma di caratteristiche di diversità.
Sicuramente la donna incontra molte più difficoltà, per la divisione dei ruoli sociali, soprattutto nelle società mediterranee, a ritagliarsi uno spazio per dedicarsi ai suoi hobby. Più che per l’uomo, inoltre, nello sport assume importanza l’aspetto relazionale, che per la donna è un fattore fondamentale tanto che la porta, generalmente, a preferire sport di squadra.
Infine, per il genere femminile, l’angolo dedicato allo sport, soprattutto per il suo aspetto relazionale e per i benefici della pratica fisica, appare una vera e propria cura per lo stress che caratterizza oramai pesantemente tutte le fasi della nostra vita e si manifesta in ansia, depressione, incertezza verso il futuro…
Per questo motivo un team di esperte (istruttrici, psicologhe dello sport e del wellness) ha creato il programma Extra-Training Woman (visibile al sito www.extra-training.info) che tiene conto di questi aspetti: nel corso delle varie attività (corsi, stage, iniziative di sport e turismo) non solo viene dedicata attenzione all’aspetto tecnico e psicologico, ma anche a quello organizzativo. Si parla di gestione del tempo, della conflittualità con i colleghi uomini, della motivazione allo sport e alla dieta, di materiali specifici per l’universo rosa, salute e benessere e tanto altro ancora. Soprattutto, la parola d’ordine è tener conto delle esigenze di ciascuna, dei bisogni di personalizzazione che le donne sembrano esprimere molto spesso, ma difficilmente vengono raccolti dal mondo sportivo ad impronta maschilista.

Quattro consigli per scegliere la scuola di vela ed il corso giusti

Quattro consigli indirizzati a chi vuole imparare a navigare a vela, ma anche a chi sa già navigare.

IL PUNTO. La pratica della Vela è in crescita. Guardati intorno, gli alberi rispetto ai motoscafi crescono costantemente nei porti. E altrettanto rapidamente cresce l’offerta di chi si propone per insegnare; cioè le Scuole, più altre realtà e realtà che della scuola hanno poco, appena il nome. La proposta è così tanto variegata da creare imbarazzo non solo a un debuttante.

Che Scuola consigliare?
Obiettivamente, e dimenticando la nostra Casa di Vela, risponderei “dipende”. Dipende per chi, dipende da cosa vuoi, dipende…….

LA SCELTA. Una scelta affrettata può risultare deleteria, può farti rifiutare la Vela. Devi soppesare con cura il contenuto della proposta e decidere obiettivamente cosa vuoi in cambio del tuo tempo e del tuo impegno.
Nella scelta guardati dai pasticcioni, dai troppo improvvisati e da chi ti promette troppo per troppo poco. Controlla la sostanza, la credibilità. La scelta spetta solo a te, e deve anche garantire un ambiente a te gradevole.

IL CORSO. Del tuo corso scegli obiettivo e metodo, controlla che siano proposti da un team efficiente e collaudato. Verificane il programma e che a sua volta sia inserito in un più ampio progetto di sviluppo. Il corso deve disporre di una, o più barche, e di uno specchio d’acqua idonei a svolgere il programma.

LE SCUOLE. Diffida da chi ti promette di rispettare troppo la tua vacanza; la scuola tutto facile e piacevole. La vorremmo tutti ma per avere un risultato è necessario un adeguato impegno. Stessa cosa per il villaggio vacanze più valido per praticare che per apprendere.

Le agenzie viaggi inflazionano con proposte di charter-scuola.
Il risultato? è soggetto alle esigenze degli altri ospiti, ricorda però che per imparare la barca da charter è inadatta. Stabile e poco invelata, con vele rollabili, più un generoso motore che la rendono controllabile da un solo uomo.

Spesso ex barche del Charter, acquistate da un appassionato, finiscono per proporsi come scuola. Serve ad ammortizzarne l’acquisto. E’ la figura del PRATICONE, amico dell’amico, magari bravo, ma forse un po’ improvvisato.

LA SCUOLA DURA. Chi si avvicina ad un corso spesso è indotto a farsi brutalizzare misurandosi con una scuola DURA. Dura per scelte e tradizione … servirà? o dura perché in ambiente meteorologicamente impegnativo; magari Nord Europa: ventone, freddo, pioggia e temperatura del mare da brivido. Servirà? Considera che se l’organiz-zazione è seria non uscirai che in condizioni meteorologiche più tranquille rispetto ad una scuola che opera in climi più miti.
E in tema di condizioni avverse capita che il principiante richieda di affrontare, con l’ausilio rassicurante della scuola, situazioni limite. Chiediti sempre se l’istruttore sarà in grado di superare ogni emergenza sommata alla inadeguatezza del suo equipaggio … Ricorda che una sana esperienza si guadagna solo per gradi.

Guardati dai pasticcioni e dai troppo improvvisati, guardati da chi ti promette esperienze mozzafiato. Se proprio vuoi testare le tue reazioni in un F 7 non rivolgerti ad una scuola affermata che mai si mollerebbe, quantomeno per motivi legali.

I CLUB. Ci sono Club che organizzano corsi di Vela. In tutta Italia ce ne sono moltissimi e si distinguono fra medi, ottimi e di livello molto meno buono. E’ come per la scelta del Club al quale associarsi per praticare; bisogna vedere, conoscere e bisogna capire quale, per età e livello, ti si addice. A differenza della realtà di una Scuola commerciale l’attività resta comunque secondaria al primo obiettivo dei Club, che è la pratica della Vela.

PROPOSTE. Non mancano proposte estremamente settoriali su barche prestigiose … come un Coppa America, un mezzo il cui valore quando dismesso dalla corsa si approssima allo zero. Resterà un oggetto appariscente ma inadatto per la scuola. Inopportuno come una F1 in una Autoscuola.

COME IN MARE. E poi c’è fra tante altre buone scuole quella giusta per te. Fai bene la tua scelta.
Come in mare guardati intorno, analizza, chiedi e chiediti perché.
Attento alle apparenze, controlla la sostanza, distingui fra scuola grande e scuola GROSSA.
Le delusioni di alcuni sfortunati sono da imputare a cattivi approcci, alla barca sbagliata o ad iniziatori inadeguati. Se il corso non è quel che vuoi non sarà positivo per te ne per la Scuola, che ha tutto l’interesse che il corso sia di tuo gradimento.

Contiamo che tu incontri Scuola e Corso dal metodo giusto per aiutarti a progredire o per farti scoprire la vera Passione della Vela.