Pietro Paleocapa, tecnocrate e uomo politico, nato a Nese (Bergamo) l’11 novembre 1788, morto a Torino il 13 febbraio 1869. Dopo gli studi universitari di legge e matematica a Padova, prosegue la sua formazione alla scuola militare di Modena diventando tenente del genio, per un biennio sotto le bandiere napoleoniche. Nel 1817 entra nel Corpo degli ingegneri di Acque e Strade di Venezia, occupandosi in particolare di idraulica ed offre contributi di studi nel settore ferrovie, trafori e canali navigabili. Nel 1940 diventa a Venezia direttore generale delle pubbliche costruzioni promuovendo la regolamentazione del Brenta, del Bacchiglione, dell’Adige, delle bonifiche veronesi e della diga del porto di Malamocco, del Tartaro e del Canal Bianco. Patriota convinto e liberale moderato, partecipa al governo provvisorio veneziano del 1848 e dopo la missione presso Carlo Alberto diventa fautore della annessione di Venezia al Piemonte e, quindi, deputato al Parlamento subalpino e ministro dei lavori pubblici nel ministero Casati. Nel 1849 è ancora ministro nel governo D’Azeglio e poi, quasi senza soluzione, fino al 1855 in quello Cavour, che amava definire il Paleocapa “ ricco di accortezza e malizia ellenica”. Divenuto cieco, è costretto a lasciare l’incarico ai lavori pubblici restando dal 1857 al 1859 ministro senza portafoglio. A Torino promuove la rete ferroviaria, con l’obiettivo di collegare porti e mercati ben oltre i confini dello Stato, conduce a compimento la progettazione del traforo del Frejus e nel 1855, nel secondo governo Cavour, collabora alla progettazione del canale di Suez.
Tra i suoi studi, vanno segnalati:
- Su la condizione idrografica della Maremma Veneta, Venezia 1848.
- Memorie d’Idraulica pratica, Venezia 1858.
- Sulla ferrovia attraverso le alpi elvetiche, Torino 1863.
- Dello stato antico delle vicende e delle condizioni attuali degli estuari veneti, Venezia 1867.
Opere principali su P.Paleocapa:
- Carteggi di Pietro Paleocapa del 1848-49,a cura di P. Sambin, Venezia 1952.
- AA.VV., Pietro Paleocapa e la grande ingegneria dell’ottocento, Bergamo 1989.